Un giorno, leggendo una rivista di vela inglese, vedo la pubblicità di un prodotto che mi sembra interessante, e decido di comprarlo (127 €). Si chiama Subrella, e adesso credo che non lo vendano nemmeno più.
Si tratta di una specie di ombrello, che teoricamente bisogna infilare, in caso di falla, attraverso lo scafo: l'ombrello viene poi aperto e messo in tensione dall'interno, aderendo allo scafo dall'esterno. Insomma, quello che i manuali dicono di cercare di fare con le vele (a proposito, cari rollafiocchisti, e voi come fareste?).
Io l'ho comprato e lo tengo lì, sperando ovviamente di non dovere usarlo mai, e in subordine di poter raccontare che ha funzionato! Comunque sono cose che possono succedere: ho conosciuto un tale che - attraversando dalla Corsica a Marsiglia - ha preso un tronco che gli ha aperto una grossa falla sotto la linea di galleggiamento. Questo tale ha contattato i soccorsi, ma poi, sentito quanto gli avrebbero chiesto, vi ha rinunciato, lavorando di secchio per molte ore di fila... Non so se il Subrella sarebbe servito, ma, in casi disperati, uno può sempre adoperarlo come il buon Cipputi ....
P.S. Due bei tronchi li ho presi anch'io, di ritorno dalla Pesaro-Rovigno, l'anno scorso: prima ho sentito un gran rumore a prua, poi la barca si è quasi fermata (andavamo di lasco con vento e mare formato) perché uno si è incastrato davanti al timone. Ho pensato 'azz è l'ora di cipputi, ma per fortuna l'Ave ha tenuto...!
Presentazione
Questo è il blog della mia partecipazione alla Mille Miglia Tre Mari, una sfida velica che prevede la circumnavigazione di 1000 miglia nautiche, senza scalo né assistenza, intorno all'Italia (www.millemigliatremari.it).
Su di me
Su di me
Sulla mia barca
Sulla mia barca
Quando l'ho comprata era vuota: ho costruito gli interni (spartani), rifatto l'impianto elettrico, fatto ex-novo l'impianto idraulico, messo oblò, gavone dell'ancora, salpa-ancora e parecchie altre cose. Anche se magari non vince più in regata, va veramente molto bene ...
Sul Trofeo
Sul Trofeo
Il Trofeo Mille Miglia Tre Mari (www.millemigliatremari.it) è una sfida unica nel suo genere: tutti possono partecipare, basta che abbiano una piccola barca (sotto i 40 piedi);
Il percorso è a scelta - purché si parta e si arrivi nelle acque antistanti un qualsiasi porto italiano;la data di partenza è libera, l'equipaggio pure (ma se si parte in troppi non c'è poi abbastanza spazio per il cibo e per l'acqua). Bisogna però percorrere almeno 1000 miglia a vela, senza scalo né assistenza, tenendosi entro il limite delle acque territoriali. Noi partiremo in tre sulla rotta Ancona-La Spezia. Tempo previsto: 2-3 settimane.
Sul perché
Sul perché
Perché partecipo?
...innanzitutto perché mi piace andar per mare,
....e poi anche per imparare qualcosa su di me,
... per meditare,
... per "fare una cosa".
La mia sfida ha anche un'altra particolarità. La mia barca fa da testimonial per l'Associazione Italiana Celiachia. A bordo si mangia sempre e solo senza glutine, celiaci o no. Un modo semplice per mostrare come la condivisione di un problema, senza grandi sacrifici per nessuno, può portare al suo superamento.
venerdì 18 giugno 2010
giovedì 17 giugno 2010
Dotazione indispensabile
Dice la mia amica Luisa, anche lei celiaca, che la Nutella a bordo è indispensabile....! E che si accoppia molto bene con i grissini Schaer.
C'ha ragione.
Spera
La prima dotazione di cui vi parlo è la spera. Io ne ho una, di media grandezza (per barche fino a 12 metri), non mi ricordo più la marca ...
Quando l'ho comprata ho chiesto un'ancora galleggiante. Un giorno, ho deciso di provarla. Ero davanti all'ingresso del canale di Corinto, nel 2005, e stavo aspettando che mi dessero l'ok per il transito (l'ok è poi arrivato dopo 6 ore di attesa, al calar della notte, sotto la pioggia!). Vento sui 15-20 nodi che spingeva a terra, un metro d'onda, nessun riparo, troppo fondo per ancorare in sicurezza. Sono andato un po' al largo, e ho buttato la mia ancora galleggiante a prua. Niente da fare, la barca si è traversata immediatamente, e ha cominciato a scarrocciare prestando il fianco a vento e mare, rollando di conseguenza .... uhm... no buono per il comfort di bordo (ero pur sempre in viaggio di nozze...). Dopo 3 o 4 tentativi (controlla che l'ancora si sia dispiegata bene, allunga la cima, accorcia la cima...) l'ho lanciata di poppa. L'Ave ha cominciato a scarrocciare, piano piano, tranquilla, con il vento e il mare in poppa. Mi è sembrata una soluzione accettabile: quando arrivavo troppo vicino a terra, su ancora, qualche minuto di motore verso il largo, quindi di nuovo giù ancora, e via con l'aperitivo. Avevo imputato questo comportamento alle caratteristiche della mia barca, che è leggera, e con appendici strette e profonde (relativamente strette: adesso c'è di peggio in giro...).
Solo dopo ho capito che non mi avevano venduto un'ancora galleggiante, ma una spera (dite voi se il nome è di buono o di cattivo auspicio!) Non so se sia meglio o peggio, sicuramente è diversa ...
dotazioni di sicurezza
Ragazzi, me ne sto seduto in ufficio lontano 600 km dalla barca ... ma come si fa? Quantomeno ad Ancona non piove a catinelle, come invece qui a Torino.... Allora, mando qualche post relativamente alle dotazioni di sicurezza dell'Ave. Non quelle obbligatorie, quelle sono obbligatorie e ce le hanno tutti. Ma quelle che nella nostra testa fanno veramente una barca più sicura. Magari a qualcuno viene in mente qualche suggerimento che posso ancora seguire, nei giorni che mancano alla partenza ....
mercoledì 16 giugno 2010
preparazione
Che intenso il periodo pre-partenza! Pensare a tutto, pianificare, prevedere, sistemare... Quella sensazione alla bocca dello stomaco di ansia e anticipazione. Sensazioni antiche, ataviche, che tornano e ti fanno sentire vivo, nel pieno delle tue forze fisiche e mentali.
Il viaggio non e' mai una cosa banale. Dall'Anabasi ad Ulisse, da Alessandro Magno a Marco Polo, da Neil Armstrong a Giovanni Soldini, da Huxley a Laborit per arrivare a tutti i Sig. Rossi di questo mondo: come si fa a rinunciare all'idea del Viaggio? Come si fa a non vedere che siamo tutti felici prigionieri della forza e della simbologia del Viaggio? E in particolare di uno come questo.
Una vera sfida "come si deve", per marinai, da vivere in modo profondo, come so che Matteo sta facendo.
Paolo
Il viaggio non e' mai una cosa banale. Dall'Anabasi ad Ulisse, da Alessandro Magno a Marco Polo, da Neil Armstrong a Giovanni Soldini, da Huxley a Laborit per arrivare a tutti i Sig. Rossi di questo mondo: come si fa a rinunciare all'idea del Viaggio? Come si fa a non vedere che siamo tutti felici prigionieri della forza e della simbologia del Viaggio? E in particolare di uno come questo.
Una vera sfida "come si deve", per marinai, da vivere in modo profondo, come so che Matteo sta facendo.
Paolo
Un canale di 1000 miglia X 12
L'amico Matteo mi ha gentilmente invitato a dare un contributo al suo Blog, ed io approfitto ed ogni tanto allora butterò giù, senza un ordine preciso, qualche idea su questa sua prima sfida al trofeo www.millemigliatremari.it
Una prima riflessione è proprio sul limite imposto dal regolamento delle 12 miglia dalla costa.
In prima battuta uno potrebbe non dargli troppo peso, è una simpatica idea per permettere anche ai natanti (che per legge devono stare a max 12 mn dalla costa) di partecipare sullo stesso percorso delle barche più grosse. E questa forse è stato il motivo iniziale di chi ha partorito questo trofeo.
In realtà questa cosa introduce un livello di difficoltà che pochissime regate lunghe hanno, se non nessuna: la difficoltà di dover per forza stare in un canale largo appena 12 mn X 1000 mn di lunghezza.
E' un percorso con un cancello forzato, dall'inizio alla fine.
Questo ad esempio significa:
1. che se hai il vento contro sei costretto a fare un bordeggio serrato, virando continuamente per non uscire dal tuo canale. Quanto sarebbe più facile invece tirare un bel bordo fuori, in previsione magari di una rotazione favorevole del vento? E invece stai li, sotto costa, a farti i tuoi bordicini, e magari fuori ci sono anche 25 nodi di vento in poppa...
2. Che sei sotto spi al lasco, e stai facendo una bella media con un vento fresco che ti fa bruciare miglia su miglia, e il vento ti stringe un po tanto da non riuscire a tenere più una rotta che ti faccia stare dentro al tuo canale, devi togliere spi. Magari era un fuori rotta di appena 10°.......e tu invece stai li dentro al tuo canale col vento al traverso col genoa su......
Di esempi ce ne sono una miriade, che testimoniano appunto come questo fatto di dover stare dentro le 12 miglia sia tutt'altro che una banalità. Non ultima la complessità della termica, sopratutto in un periodo estivo come quello in cui parte Matteo. Stare sotto costa la notte per prendere la termica, o fuori a 10 mg per un vento di gradiente sulla poppa?
E' veramente affascinante.
Una lunghissima regata costiera attorno all'Italia, ma con una preparazione di barca, viveri, turni uomini, attrezzature, da regata d'altura!!!!
venerdì 11 giugno 2010
11 giugno 2010
Sostituito anche lo strallo di prua: dyform da 7 invece che tondino da 6,4. Adesso andrebbe provato in mare, ma purtroppo con la barca ad Ancona e casa, famiglia e lavoro a Torino sara' difficile: faremo tutto a ridosso della partenza. Il vecchio strallo l'ho arrotolato e lo portero' dietro, per sicurezza.
Ieri ho acquistato 8 vele di prua usate di un 3/4 tonner in disarmo. Una boccata di ossigeno per la mia strategia di sopravvivenza (finanziaria): rimandare il piu' possibile il momento di fare un genoa avvolgibile nuovo. Mi erano rimasti (solo) un genoa pesante e un superleggero, oltre alla fidata trinchettina in dacron: adesso per la circumnavigazione abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.
Stamattina, prma che il treno mi riportasse a Torino, sono ancora riuscito a pulire e ingrassare tutti i winch; invece, i rittocchi di vernice sul ponte dovranno aspettare ancora.
Iscriviti a:
Post (Atom)




